Negli ultimi anni la tecnologia si sta sempre più diffondendo e diventando parte importante, quasi fondamentale, nelle nostre vite. Una quarantina d’anni fa i telefoni cellulari erano appena stati inventati e solo i più benestanti se li potevano permettere, mentre ora se un bambino di dieci anni non ha un telefono viene escluso o considerato “inferiore” dai suoi amici. La vendita di automobili ha subito un incremento altissimo solo nell’ultimo decennio e le sue innovazioni stanno progredendo di giorno in giorno.
Le generazioni che avanzano si dimostrano sempre più pigre e svogliate rispetto alle precedenti, affidando la loro stessa esistenza ad una macchina, che non pensa o controbatte, ma si limita ad eseguire ciò che le è stato ordinato. È più facile ed immediato rimanere a casa a giocare con i videogiochi, comunicando attraverso un dispositivo che non lascia trasparire emozioni, piuttosto che uscire dalla porta di casa, incontrare persone e parlare con loro. Alle persone piacciono le cose semplici, che non sono in grado di ferirle psicologicamente; per questo motivo ci si chiude in se stessi e si programma la giornata senza un momento libero per fermarsi a pensare. Come se questo non fosse sufficiente, si cercano sempre nuove modalità o scappatoie per evitare qualsiasi contatto con chi non si conosce, a causa della diffidenza e della paura trasmessa da tutto ciò che ci circonda.
Consideriamo tutto ciò e aggiungiamo il fatto che quando pensiamo al futuro la prima immagine che si dipinge nella nostra mente è quella di un mondo dominato da macchine, robot, che svolgono tutto ciò che a noi sembra futile, noioso o semplicemente non degno del nostro tempo, spesso definito “prezioso”.
L’invenzione del robot Coro può essere considerato il primo passo verso un grande obiettivo. Quello che però dobbiamo tenere conto è che questa innovazione e scoperta può essere l’ennesimo avvenimento che crediamo di poter controllare e moderare alla sola assistenza dei bisognosi, ma che alla fine ci sfuggirà delle mani, diventando una risposta a tutti i nostri capricci. Esso si può rivelare un ottimo assistente nella protezione e nella cura degli anziani e dei malati che non possono farlo autonomamente. In questo modo si garantisce loro un dispositivo che sia in grado di accudirli adeguatamente. In ogni caso io penso che sia però necessaria la presenza di un essere umano pensante, in grado di portare sollievo anche solamente con la sua presenza ed interazione, soprattutto con le persone di età avanzata.
Perciò io credo che indipendentemente dall’efficacia della recente invenzione sia importante preservare ed aumentare i rapporti tra le persone, al fine di non trasformarci noi stessi in robot.

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