Crescendo é bello sentirsi forti, sicuri e potenti, capaci di fare tutto; con il passare del tempo, si cambia e si invecchia. Accade nei fiori, negli alberi, negli animale e a noi umani. Prima o poi, arriva un giorno in cui il nostro corpo, piano piano, comincia a indebolirsi, comincia a cedere: il passare degli anni si sente sempre di più sulle nostre spalle e qui arriva il punto di chiedere una mano a qualcuno che possa aiutarci, sostenerci e starci accanto, con la pazienza e l’attenzione che dovrebbero essere offerte dai più giovani, dai più forti, non sempre disponibili nella società di oggi. Subentrano allora le badanti, oggi anche in versione robotica: in quest’ultimo caso, precisione e correttezza nelle azioni eseguite saranno notevoli, ma certo mancheranno sentimenti umani, una parola calda, un comportamento affettuoso, una voce che cambia in base ai sentimenti provati in quel determinato momento e che non sia sempre uguale e metallica. Si tratta pur sempre di una macchina che si muove, parla, compie molte azioni, contro un essere vivente che, oltre ai singoli movimenti, può donare tanto affetto: ovvio preferire una badante in carne e ossa, se non fosse che spesso capita di seguire al telegiornale la cronaca di anziani maltrattati da quelli assunti per accudirli, legati in un posto fisso e a volte addirittura picchiati….. se noi pensassimo questo, allora sarebbe meglio se affidassimo i nostri cari ai nuovi robot!
Subentra allora un’ultima considerazione: se lasciamo che ogni singola professione sia assegnata a robot, non sapremo quale sarebbe il futuro dell’umanità a parte quello di inventare sempre nuove macchine in competizione tra loro. Tutti noi, oltre ai vari servizi offerti in modo corretto, abbiamo bisogno anche di amore e perciò sarebbe meglio che queste macchine aiutassero il singolo individuo, non che eliminassero la sua presenza; probabilmente, soltanto la macchina che aiuta, non quella che sostituisce l’essere umano, sarebbe affidabile e, per quanto molto avanzata, non potrebbe superare l’essere stesso che l’ha progettata.

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