Di recente è stato inventato il robot CORO, un tuttofare in grado di aiutarci nella vita di tutti i giorni: è in grado di svegliarci, di indicarci l’ora, di fare la guardia, addirittura di buttare la spazzatura e così via.
Questo robot è stato ideato alla scuola Sant’Anna di Pisa, è stato sperimentato in una casa di riposo a Firenze, e a febbraio dovrà superare l’esaminazione da parte di una specifica commissione di esperti a Bruxelles: se quest’ultima andrà a buon fine allora CORO sarà in commercio con 3 modelli diversi (domestico, condominiale e da passeggio).
Ciò che in realtà ha fatto aprire un dibattito è la possibilità di utilizzare CORO come badante per gli anziani, poiché in Italia le badanti servono e quelle che ci sono già non bastano. Ad essere sincera, mi è difficile pensare ad un robot che sia in grado di occuparsi di un essere umano, in particolar modo di un anziano che richiede molte più attenzioni, questo perché non basta una semplice programmazione. A volte per poter agire nel modo giusto c’è bisogno di sentimenti, di una coscienza, tutte cose di cui solo l’essere umano è in possesso e che nessun altro essere o addirittura apparecchio tecnologico potrà mai avere. Certamente CORO potrà essere di grande aiuto, ma mai come una persona in carne ed ossa, poiché gli manca la cosa di cui gli anziani (e non solo) hanno più bisogno: l’affetto.

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