Negli anni la tecnologia robotica si è ampliamente evoluta. Nella scuola Sant’Anna di Pisa, sperimentato nella casa di riposo di Firenze, è stato inventato un robot, chiamato Coro. Questo umanoide ha due telecamere che fungono da occhi, ha un solo braccio ma è forte, solleva fino a 5 chili. Ma la sua vera dote è la mente. Pare che sia intelligentissimo. Ci sono diversi tipi di funzioni che svolgono questi robot: domestici, da passeggio e condominiali. Ma avere un robot come badante ha i suoi pro e i suoi contro. Coro assiste più di un anziano alla volta nella loro quotidianità: misura la pressione, fa la guardia, porta le medicine, porta fuori la spazzatura e tanto altro ancora, come se fosse una vera badante. Uno svantaggio è che questi umanoidi non hanno emozioni e di conseguenza non possono dare l’affetto di cui hanno bisogno gli anziani che, con la vecchiaia, aumenta sempre più.
Invecchiare non è facile e, se poi lo si fa da soli è ancora più difficile. Una persona anziana è come un bambino: ha bisogno di amore, di comprensione, di felicità. Tutte qualità che a Coro mancano.
Detto ciò, io non affiderei mai i miei nonni a questi umanoidi perché, per quanto possano essere intelligenti e svolgere bene le loro funzioni, non hanno un cuore, sono apatici e quindi non sono in grado di dimostrare affetto agli anziani.

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