All’istituto superiore Sant’Anna di Pisa è stato recentemente realizzato Coro: un robot capace di fare la spesa, parlare, dare le medicine e ricoprire a tutti gli effetti il ruolo di una badante. Il robot è stato testato in una casa di riposo di Firenze e fino ad ora nessun anziano si è mai lamentato, anzi in molti sono rimasti piuttosto soddisfatti del lavoro effettuato dal robot.
Si sta quindi pensando di mettere Coro sul mercato, in modo che nel momento in cui ce ne fosse la necessità, invece di assumere una persona in carne e ossa, si possa fare affidamento su una “badante tecnologica” in grado di rispondere ai bisogni degli anziani senza troppe difficoltà. Abbiamo però pensato alle conseguenze che ci potrebbero essere qualora si decidesse di affidare un anziano, completamente solo, ad un robot? Innanzitutto verrebbe a mancare il valore affettivo che bisogna ricevere non da una robot fatto di latta, ma da una persona vera, capace di pensare da sé e di dare agli anziani quell’amore che spesso non hanno, perché abbandonati da figli e parenti. Poi, se malauguratamente ci dovesse essere bisogno di un immediato soccorso, non credo che un robot potrebbe fare molto, in quanto non saprebbe cosa fare e chi chiamare. Inoltre, sostituendo le badanti con dei robot si toglierebbe il lavoro a gran parte delle persone: in Italia ci sono circa 830 mila persone che fanno questo lavoro, perché aumentare ancora di più il tasso di disoccupazione?
Non penso sia giusto sostituire persone con robot e quindi, in questo caso, voglio rimanere tradizionalista.

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