La maturità 2018 stravolge l’idea dei classici esami di fine scuole superiori e divide tra chi plaude al cambiamento e coloro che invece non sono d’accordo. Il fatto che si possa accedere a questo “test finale” pur avendo delle materie insufficienti, con una media complessiva del 6 (voto di condotta compreso), agevolerà molti studenti e potrebbe gravare meno sulle casse dello Stato, cui un ripetente costa circa 36 mila euro, considerato che la percentuale dei non ammessi alla maturità era del 5,4% solo due anni fa.

Un ulteriore vantaggio di questa nuova tipologia di assegnazione dei voti è che assumeranno un peso maggiore anche il percorso svolto durante il terzo e il quarto anno di scuola e quello vissuto durante l’alternanza scuola-lavoro. La scuola serve a formare menti ma, se non dà una minima esperienza lavorativa e non prepara a cosa ci si potrebbe trovare davanti dopo lo studio, ha fatto il suo lavoro a metà. I giovani d’oggi spesso escono dagli edifici scolastici senza la percezione di cosa sia veramente il mondo: un piccolo viaggio in quello del lavoro potrebbe aiutarli ad aprire gli occhi, sia su come funziona, anche se non nel dettaglio, sia su cosa si potrebbe essere più propensi a fare un domani. Altro importante cambiamento riguarda l’assegnazione dei crediti formativi, ovvero quei “punteggi” assegnati agli studenti dalla terza superiore in poi: se prima si poteva arrivare alla maturità con solo 15 crediti totali, per poi prendere gli altri durante la sessione di esami, per arrivare ad un totale di 100 crediti; ora i punti accumulabili prima della prova sono 40 (12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto). Questo permetterà al singolo alunno di far valere maggiormente ciò che ha fatto durante gli anni precedenti all’ultimo.

Anche la prova orale varierà: niente più tesina, e di conseguenza vari collegamenti con le materie, e più spazio all’alternanza scuola-lavoro. La prova sarà strutturata in due parti: nella prima si cercherà di superare l’impianto nozionistico attuale e si cercherà di capire le capacità di ragionamento degli studenti (partendo dall’analisi di un testo, di un documento, di un progetto). Nella seconda, invece, il candidato dovrà illustrare una relazione che faccia capire le competenze acquisite durante il tirocinio formativo obbligatorio (valutato anche per costruire il punteggio finale). Vengono inserite le invalsi (italiano, matematica e inglese), ma viene eliminata la terza prova, anche conosciuta come “quizzone”. Si potrebbe pensare che la maturità sia facilitata, ma va ricordato che gli studenti a seguito di queste variazioni non smetteranno di studiare: il bagaglio formativo è e rimane sempre lo stesso, semplicemente potranno concentrarsi di più su determinate materie e saranno valorizzate le ore lavorative non retribuite.

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1 Comment
  1. chicca2001 4 anni ago

    Bellissimo articolo, complimenti.. ti sei dilaniata tanto ma penso che sia bellissimo, veramente!!!!!!!!! Complimenti..
    Mi ha colpito fin dall’inizio. sei bravissima nello scrivere e hai colto benissimo il tema della settimana proposto. l’hai articolato a modo tuo e sei riuscita nello stesso tempo a riordinare bene le tue idee.

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