Gli studenti delle scuole superiori, nel 2018 si troveranno ad affrontare un esame di maturità, diverso da quello degli anni precedenti. A gennaio, infatti, il Consiglio dei Ministri ha dato via libera alla riforma dell’esame di stato che se verrà approvata debutterà appunto nel 2018. Cosa cambia? Gli scritti passano da tre a due, la terza prova verrà abolita. La prima prova di italiano e la seconda su una delle materie caratterizzanti per ogni scuola. Superati gli scritti si passerà all’orale che accerterà il conseguimento delle competenze acquisite, le capacità argomentative e critiche del candidato e l’esposizione delle attività svolte in alternanza. Il colloquio darà rilevanza all’esperienza di alternanza scuola-lavoro, che diventerà un requisito necessario per accedere all’esame. Cambiano i criteri di ammissione. Per essere ammessi non sarà più necessario avere la sufficienza in tutte le materie, ma basterà la media del sei, a cui contribuisce anche il voto in condotta. A fronte di questo diventa obbligatorio partecipare alle prove Invalsi, il cui voto però non influisce sulla media e verranno effettuate nel corso dell’ultimo anno e non alla fine. Cambia anche l’attribuzione del credito scolastico, fino a quest’anno pari a 25 punti per l’ultimo triennio. Dal 2018 la carriera scolastica peserà di più: 40 punti (12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto anno). E, di conseguenza peserà meno l’esame: 20 punti ciascuno per i due scritti e 20 per l’orale. Rimane invariato per l’ammissione la partecipazione ad almeno il 75 per cento delle ore di lezione, pari cioè a tre quarti del monte ore annuale. La sola ufficialità di un nuovo Esame di Stato ha scatenato diverse polemiche. Le critiche maggiori si concentrano sul fatto che basti la media del 6 per essere ammessi, in pratica quasi improbabile non essere ammessi e concordo anche perché rischia di disincentivarci a studiare. Tuttavia sarebbe necessario capire se sono tollerabili, ad esempio, insufficienze nelle discipline di indirizzo o se esista un limite di insufficienze nonostante le quali l’alunno possa essere ugualmente ammesso agli esami. Staremo a vedere. E ancora: esame più semplice? Per quanto mi riguarda l’esame deve avere la funzione di termine di un percorso di studi. Uno studente deve essere valutato in base a ciò che ha dato durante l’intera vita scolastica e non in una giornata ecco perché il credito è stato innalzato al fine di dare maggiore peso al percorso scolastico. Comunque per concludere, tutti noi studenti, volenti o nolenti, dobbiamo metterci l’anima in pace e affrontare la maturità che in fondo, rimane sempre lei, con i suoi pregi e i suoi difetti: il nostro incubo.

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