Negli ultimi anni il governo italiano ha perso la solidità e la credibilità che lo avevano caratterizzato in passato.
Oggi non c’è bisogno di avere una certa esperienza e una certa preparazione per mettersi a capo di un organismo statale.
L’istruzione sta alla base per la formazione di un individuo dotato di intelligenza e valori così da sapersi distinguere dalla massa.
Essere una persona istruita significa essere un passo avanti, ma se tutto ciò non viene esaltato e portato avanti da chi di dovere, allora come è possibile diventare persone colte?
La riforma che dovrebbe essere messa in atto a partire dalla maturità 2018, rappresenta il primo passo per un ritorno al passato e quindi un passo verso il degrado.
Facendo andare in vigore questa riforma si finirà per allontanarsi dall’obbiettivo principale, e cioè quello di conservare gli scopi della buona scuola, che da sempre ha cresciuto uomini e donne con un elevato livello intellettuale.
Le novità sono volte ad annullare praticamente l’operato dei cinque anni di scuola superiore, in quanto l’ammissione alla maturità scaturisce con appena la media del 6.
Quindi si può ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, tutte le ore passate sui libri, le nottate insonni con la preoccupazione di non essere abbastanza pronta, diventeranno tutte tempo sprecato.
Nel piano governativo ci sono senza dubbio parti che vanno riviste e portate ad essere conformi alle esigenze vigenti, ma non si può stravolgere un campo così importante come quello dell’istruzione

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