La riforma ‘Buona scuola’, come previsto, ha portato diversi cambiamenti all’interno dell’ambiente scolastico e uno dei tanti riguarda proprio la maturità: l’esame finale, temuto da tutti gli studenti fin da quando cominciano le scuole superiori, sembra non essere più così spaventoso. A partire dal 2018 infatti, per essere ammessi alla maturità, basterà soltanto avere la media del sei, che terrà conto anche del voto di condotta, ed aver partecipato all’esperienza di alternanza scuola lavoro; poi il voto finale sarà determinato dalle prove Invalsi di italiano, matematica ed inglese, che si svolgeranno nel mese di aprile, due prove scritte ed una orale. L’esito dell’esame sarà quindi basato sull’intero percorso scolastico di ogni singolo studente e non più sui risultati dei test sostenuti in un paio di giorni; questo aspetto è positivo, perché i ragazzi saranno più motivati a mantenere uno standard alto durante tutta la carriera scolastica e potranno evitare di concentrare la pressione e l’ansia in un solo periodo, rischiando che queste ultime rovinino il risultato finale. Nonostante ciò, non bisogna prendere questa prova alla leggera: nonostante sia stata apparentemente semplificata, resta comunque determinante per il futuro degli studenti che, se desiderano proseguire il percorso scolastico frequentando l’università, devono avere una buona preparazione in tutte le materie per riuscire a superare i test di ammissione.

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