Il calcio è uno sport nato per divertire e unire le persone, tanto che in qualsiasi luogo si vada, si possono trovare dei bambini che giocano a calcio insieme, forse senza neanche conoscersi, ma quando si ha un pallone fra i piedi questo non ha importanza.
È normale però, che esistano persone che sfruttino la competizione, che dovrebbe essere puro divertimento, come pretesto per imporsi sugli avversari in modo scontroso e violento.
Si sa che il calcio non è uno sport giocato da persone colte ed educate, a differenza ad esempio del rugby, ma atteggiamenti sbagliati dipendono anche dagli esempi che ci vengono dati dai professionisti che spesso si comportano peggio di noi, nonostante siano in diretta internazionale.
Credo che il tifo sia molto importante per una squadra, perché dà stimoli e incita i giocatori, ma deve essere un tifo costruttivo e solo favorevole alla propria squadra, non un tifo rivolto contro gli avversari con il solo intento di offendere.
Mi ritengo fortunato perché mio papà, nonostante ami il calcio, non è una persona che si lascia andare o provocare quando viene a guardare le mie partite, ma molte volte mi sono trovato di fronte a genitori violenti che non perdevano occasione per azzuffarsi con i genitori avversari.
Quello che i tifosi non capiscono è che la violenza in tribuna non aiuta la propria squadra, anzi la svantaggia perché porta i giocatori a distrarsi, soprattutto noi ragazzi, che ci preoccupiamo di quello che succede fuori dal campo e della salute dei nostri genitori, invece che giocare per divertirci e vincere.
Sono favorevole al tifo e ai cori, ma solamente se questi servono a incitare i propri pupilli e non si mettono nella condizione di dare avvio a incidenti e situazioni sgradevoli; credo, però, che sia molto difficile cambiare questo atteggiamento negativo nei confronti degli avversari.

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