Sostenere e incoraggiare qualcuno durante una competizione è qualcosa di bello, ancora di più se è un padre a farlo nei confronti di un figlio.
Ma alcune volte il tifo può diventare qualcosa di esagerato trasformando una sana competizione pre-agonistica, nella quale i protagonisti dovrebbero essere i bambini o i ragazzi, in una lotta tra i genitori per dimostrare quale dei loro figli sia il più forte. Sono poi gli stessi figli che rifiutano di giocare per la vergogna che provano nei confronti dei genitori.
Io stessa, giocando a pallavolo, sono molto felice quando i miei parenti mi accompagnano alla partita e con gli altri genitori sostengono me e l’intera squadra, ma rimango delusa quando i tifosi avversari si mettono a insultare le giocatrici o a criticare l’allenatore per le scelte che fa. Io mi vergognerei e forse rifiuterei anche di giocare nel momento in cui mio padre si mettesse ad insultare qualcuno, che sia la mia compagna di squadra o l’avversario.
Gli insulti, le critiche e le urla la maggior parte delle volte nascono da una sconfitta che può provocare tristezza, delusione e rabbia ma se al posto di queste ci fossero incoraggiamenti le squadre si rallegrerebbero e da un’ipotetica sconfitta potrebbe nascere una vera vittoria, magari non solo sul campo ma anche morale.

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1 Comment
  1. paolaaa 5 anni ago

    Ciao
    Penso che tu abbia scritto un bell’articolo, scorrevole e senza errori. La lettura risulta chiara e semplice e nel complesso ti esprimi in modo comprensibile.
    Il titolo mi ha intrigato particolarmente e mi trovo d’accordo con molte tue considerazioni. Bel lavoro.

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