Lo sport è unità, squadra, giusta e non sfrenata competizione. E’ rispetto, lealtà, soddisfazione. Lo sport è anche educazione.
L’esagerata competizione non fa lo sport, altrimenti sono sarebbe sport.
Puoi vincere una partita o perderla, ma sai, comunque essa sia andata, di aver imparato qualcosa, soprattutto dalla sconfitta. Per questo nello sport non si perde mai: o vinci o impari. Ed è molto meglio imparare piuttosto che vincere una medaglia d’oro o arrivare primo in classifica perché sbagliando si impara e imparando si migliora. Ed io preferisco migliorare anziché vincere soltanto.
Purtroppo tutti quei valori elencati sopra stanno venendo a mancare. Si sentono notizie di risse durante delle partite di calcio. Fin qua forse niente di strano o scandaloso. Ma il fatto sconcertante è che a prendersi a botte non sono i ragazzi che giocano, ma i loro genitori mentre guardano la partita e tifano per i figli.
Siamo di fronte ad una società che probabilmente ha fatto un’inversione in questo senso: atteggiamento dei genitori che si sono dimostrate persone immature e prive di saggezza e ragazzi in grado di prendere decisioni da soli e riflettere sulle situazioni perché sono stati loro a decidere che la partita fosse sospesa, non i genitori, intenti soltanto a picchiarsi.

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