Oggi parliamo di partite di calcio nelle quali i genitori dei piccoli calciatori litigano e i bambini sono costretti a sospendere le partite.
Qualche mese fa a Fiorano di Modena si stava disputando una partita di calcio tra ragazzi dai 14 ai 16 anni. “Non giochiamo più”, sono le parole dette dai piccoli sportivi, quando, sugli spalti, i genitori si prendevano a botte. Ma questo non è l’unico caso di violenza in tribune. In Toscana, infatti, succede lo stesso durante uno scontro tra due squadre giovanili, nel quale gli allenatori sono costretti a sospendere la partita , sempre, a causa di zuffe tra i genitori. Un altro caso lo abbiamo a Livorno dove si arriva addirittura a chiamare i carabinieri per risolvere la situazione.
“Sogno una squadra di bambini orfani”, una battuta che ormai, sono abituali a dire i mister delle giovanili, i quali preferirebbero allenare degli adolescenti senza i genitori pur di riuscire a completare una partita senza alcuni screzi.
Tutte queste situazioni avvengono principalmente nelle partite dei settori giovanili, questo penso sia perché mamma e papà vogliono che il proprio figlio dia il massimo e pensando di aiutarlo lo incitano a dare sempre di più, a volte, magari anche screditando gli avversarsi.
Ma la domanda che ci poniamo è: “Siamo contenti del tifo dei genitori oppure no?”
Personalmente io gioco a calcio da ormai parecchi anni, e arrivare al punto di dover sospendere una partita a causa dei parenti, per mia fortuna, non mi è mai capitato. Però più volte “volavano” parole molto pesanti fra gli spalti ed è una situazione ineccepibile.
Credo che qualunque bambino voglia che i propri genitori lo seguano nell’attività sportiva e vedano i suoi progressi partita dopo partita. Ma penso che a un piccolo calciatore dia pure fastidio una mamma che urla durante tutta la partita, perché lo innervosisce.
A mio parere è giusto che i genitori vadano a osservare i figli giocare, ma credo che si debbano dare un contegno nell’esultare e nel protestare, in primis perché fanno del male al proprio bambino, insegnandogli la maleducazione e perlopiù facendogli sospendere, le loro partite, per le quali si allenano tanto duramente durante la settimana.

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