Molti genitori considerano le attività sportive dei rispettivi figli come semplici passatempi, usati magari per riempire lo spazio libero dei pomeriggi e trascorre del tempo con i propri coetanei.
Certo, in alcuni casi può trattarsi di un semplice hobby, ma nel momento in cui la passione prende il sopravvento quello che prima era un passatempo diventa una delle attività più importanti della giornata.
Ogni bambino, adolescente o studente di qualsiasi età viene attirato come minimo da uno degli innumerevoli sport esistenti, sia per la sua spettacolarità, per la sua eleganza o ancora per la sua stranezza.
La passione crescente aiuta inoltre a vivere più piacevolmente quel tempo passato in palestra, sprona a metterci sempre più impegno per superare i propri coetanei in continue competizioni, è così facendo anche i propri limiti personali.
La passione spinge verso nuovi traguardi la nostra forza di volontà durante tutto lo sforzo, dal punto di vista fisico e psicologico, facendoci sentire meno la fatica e iniettandoci sempre rinnovata voglia di competere.
Spesso e volentieri, la passione che tanto anima i figli non passa inosservata agli occhi dei genitori, che sono i primi ad aver avvicinato il loro ragazzo a quel semplice passatempo, venendo pian piano investiti dallo stesso, magnetico interessamento. Tra i compiti più importanti di un genitore, esiste quello di sostenere sempre il proprio figlio in ogni sentiero che esso desidera intraprendere, e questo comporta inevitabilmente a supportarlo nello sport da lui praticato, nel bene e nel male.
Una parola di conforto nei momenti di difficoltà, un complimento nel momento in cui si raggiunge un traguardo o un riconoscimento, o più semplicemente, un incitamento per spronarlo a dare il meglio.
È questo può succedere fuori dal campo, nei momenti di relax, negli allenamenti, nelle gare.
In situazioni simili, è perfettamente normale vedere un genitore fare tifo per il proprio figlio, poiché chiunque sarebbe fiero ed orgoglioso di vederlo primeggiare in una qualsiasi competizione sportiva.
Nonostante l’entusiasmo travolgente dei figli, può anche accadere che l’interesse rigido dei genitori non venga di fatto provocato, si tratta di mentalità chiuse, che non riescono a vedere lo sport come un’attività salutare e fondamentale per la crescita di un ragazzo.
Si tratta di una ristretta cerchia di persone, che vede l’attività sportiva come un qualsiasi impegno extra scolastico facoltativo, che non deve in nessun caso andare a rubare tempo allo studio o intaccare il rendimento scolastico o il comportamento.
Genitori simili, di norma impongo persino punizioni che si basano sull’assenza più o meno prolungata dall’attività sportiva, a seconda della gravità della situazione o dalla loro personale idea di quello sport.
Si parla di occasioni molto spiacevoli, che spesso contribuiscono a compromettere la stessa passione del figlio, sopratutto nel caso in cui l’attività sportiva sia salita ad un livello agonistico, andando aldilà del semplice passatempo.
Il tifo da parte del genitore diventa in questo caso una rarità, e al contrario, può succedere che padre e madre suggeriscano di cambiare sport o addirittura di interrompere qualsiasi attività, questo per privilegiare l’impegno scolastico.
Esistono anche casi in cui, notando la particolare bravura del figlio in uno specifico sport, l’interessamento dei genitori verso tale attività subisce un’ambigua trasformazione.
L’interesse si tramuta in un ambizione quasi maniacale di voler vedere primeggiare il proprio figlio in ogni situazione, e questo porta ad un’incitazione esagerata e spesso maleducata.
Il tifo inadeguato può addirittura essere diretto alla squadra o al concorrente avversari, finendo inevitabilmente per sfociare in risse e litigi tra i genitori stessi.
Degenerando in situazioni simili, si arriva a sospendere l’incontro o la partita allo scopo di sanare il litigio, ma ormai il danno è stato fatto: lo sport deve essere usato per creare legami e instaurare amicizie, non per distruggerli.
Un figlio spettatore di un così indegno spettacolo da parte del padre può arrivare a perdere la stessa passione che tanto lo animava e lo divertiva, anche irrimediabilmente.
I genitori devono prima di tutto dare un comportamento educato ed esemplare per i loro figli, in modo che questi ultimi trasmettano tale insegnamento anche nello sport, fondendolo con i valori che esso porta con se. Lo sport insegna il rispetto per l’avversario, l’umiltà e la costanza, solo per citarne alcuni; ma episodi simili non fanno alto che indebolirne i valori ed abbruttirne il fascino.
Sfortunatamente, non si tratta di casi rari, ma di veri e propri lati oscuri dello sport, nei quali la prevalente ambizione degli adulti si impone egoisticamente sui piaceri del figlio o della figlia, rovinando di fatto l’essenza stessa dell’attività sportiva: divertirsi.
Già perché lo sport serve sopratutto a questo: divertirsi compiendo allo stesso tempo un attività salutare per il nostro corpo.
I benefici sono innumerevoli e i legami che si creano in ambienti simili sono stretti e duraturi. La passione stessa verso lo sport, condivisa da grandi e piccoli, contribuisce a creare un senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia; ad un grande gruppo in cui ciascun membro è accomunato dall’amore per la medesima attività.
I figli giocano e si divertono assieme mentre allo stesso tempo i genitori scambiano opinioni o semplicemente fanno amicizia tra di loro. È davvero sorprendente come lo sport possa creare legami così forti e immediati. Non dimentichiamoci di questo suo ineguagliabile potere.

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