Io personalmente non gioco a calcio e devo essere sincera non è uno sport che mi appassiona, ma se provo ad immedesimarmi in un ragazzino che gioca una partita, credo che il tifo dei miei genitori mi faccia piacere. Certamente quando parlo di tifo, non intendo l’azzuffarsi sugli spalti o arrivare a situazioni particolari, quando parlo di tifo, mi riferisco principalmente al supporto. Il tifo non deve essere per forza il gridare il tuo nome, ma l’essere presente a tutte le partite, accompagnare all’allenamento, incoraggiare quando magari il ragazzo ha commesso un errore, il sostenere se la situazione in campo diventa difficile, ovvero si sta per concludere la partita e la squadra è sotto di un gol. Il tifo si può fare in molti modi, perché tifare non significa altro che appoggiare, mostrare a chi sta giocando che noi anche se non fisicamente, ma mentalmente siamo in campo con lui, siamo lì al suo fianco e viviamo e proviamo le sue stesse sensazioni. Io credo che se giocassi e i miei genitori venissero a guardarmi e facessero il tifo per me, nei modi che ho sopra elencato, io ne sarei contenta, ma se invece esagerassero, credo che mi darebbe molto fastidio.

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