“Tifo” dal dizionario della lingua italiana: passione e sostegno per una squadra o un atleta.
Questo fenomeno risalente agli anni venti ha portato grandi masse di persone agli stadi, a volte anche inadeguati, per sostenere la propria squadra ed il proprio atleta preferito.
La diffusione del tifo è cresciuta di pari passo alla diffusione del calcio, gioco che comportava un grande coinvolgimento del pubblico.
Ovviamente un tifo così sentito e partecipato non mancò di correlarsi a fenomeni di violenza.
Al giorno d’oggi si sono ulteriormente accentuate le violenze sugli spalti tra i tifosi di diverse squadre, tra gli ultras delle diverse tifoserie ma non solo…
Pervengono anche notizie di risse che coinvolgono genitori che si recano alle partite dei figli.
Diversi sono gli episodi, tra i quali si può ricordare la partita di calcio regionale tra “Club Napoli” e “Saint Joseph” durante la quale un padre, davanti agli occhi sbalorditi di genitori e ragazzi, ha estratto una pistola nel bel mezzo di una rissa scattata per futili motivi.
Emblematico anche il caso di Fiorano di Modena in cui a seguito di una rissa tra i genitori, i ragazzi tra i 14 e i 16 anni hanno deciso di interrompere la partita in corso.
In seguito a quanto accaduto si può evidenziare una profonda immaturità di questi adulti che dovrebbero insegnare ai propri figli il rispetto del gioco e dei compagni mentre esprimono solo litigiosità.
Ma di cosa ci dobbiamo stupire? D’altronde le persone che frequentano gli stadi sono la rappresentazione della società moderna, rissosa e irascibile il più delle volte davanti a un’inezia.
Il tifo è nato e dovrebbe continuare ad essere un sano sostegno allo sport e agli sportivi ma ormai non è più così.
Chiunque si rechi a vedere il proprio figlio si sente in diritto di incitarlo in qualsiasi modo, arrivando anche a scontrarsi con altri genitori piuttosto che con altre persone che allo stesso modo si sono recate ad assistere alle prestazioni sportive dei ragazzi.
Questo comportamento da parte degli adulti è semplicemente vergognoso in quanto parecchi pensano solo alla buona riuscita del proprio figlio senza tener conto della correttezza e della buona educazione verso chi li circonda.
Praticando uno sport agonistico, personalmente non ho mai assistito a risse tra genitori ma sarebbe una cosa che mi metterebbe in notevole imbarazzo e disagio. Ciò non toglie che io abbia un sano tifo da parte dei miei familiari che considerano lo sport come un mezzo di sana crescita fisica e mentale.
Francesca Staropoli 4AAf

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