Io e il calcio viaggiamo su due linee parallele,non ci incontreremo mai.Il cuore sul campo non lo metterei,è inutile dire il contrario.
Ho altri interessi ed è anche giusto che sia così.
Comunque,per quelli che hanno la “stoffa del giocatore”,è chiaro che un pallone e due porte rappresentano la gioia di vivere.
Poi,avere qualcuno che crede in te e che ti guarda dagli spalti con gli occhi pieni di sogni,è il massimo della felicità soprattutto se,il fan in questione,è tuo padre.
Le tue corse dietro a una palla,i tuoi sforzi e il tuo talento sono l’orgoglio dell’uomo che ti ama più di tutti.
Un figlio non vorrebbe mai vergognarsi del proprio padre,ma in determinate circostanze sembra quasi inevitabile.
La scorrettezza e il tifo esagerato da parte dei genitori,seppur in buona fede,sono dei comportamenti che non fanno proprio impazzire di gioia i ragazzi.
Elogiarli è giusto,per carità,ma cadere nella trappola della maleducazione non lo è affatto.
Un aspirante calciatore desidera vedere il proprio nome inciso nella storia del calcio e,sicuramente,una cattiva pubblicità non lo aiuta a realizzare il suo desiderio.Non credete?

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