Giovani e, sempre più, meno giovani sono, ormai, dipendenti dall’essere continuamente connessi. Ogni momento della giornata è contraddistinto dallo strettissimo rapporto con il proprio smartphone. Ci si rivolge a lui per tutto, principalmente per “comunicare” con il mondo. C’è una dipendenza assoluta da questo strumento, che è certamente più pratico e maneggevole rispetto a un computer. Ma il web affascina e attrae quasi tutti, cadendo, spesso e volentieri, nel rischio di abusarne. Anche io, come i miei coetanei sono sempre collegata con il mio telefono. Lo uso soprattutto per comunicare con i miei amici, che, però, non sono solo virtuali. Ma quando è il momento di smettere, mi fermo. Non è una dipendenza assoluta, riesco a farne a meno. La notte, ad esempio, è fatta per dormire e, quindi, riposare da tutto. Non sono attratta da quei siti, pericolosi di certo, che attraggono molti ragazzi, tra cui quelli in cui ci si incontra tra sconosciuti, ad esempio. È vero, però, che la mattina, appena sveglia, controllo chi mi ha dato il buongiorno, felice di sapere che qualcuno ha pensato a me, appena sveglio. È che, spesso e volentieri, ci ritroviamo a stare attaccati ad uno schermo poiché non siamo dove e con chi vorremmo essere.

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