In questi anni stiamo vivendo una fase di intenso sviluppo tecnologico, iniziata con l’invenzione di Internet. Al giorno d’oggi, chiunque, con computer, smartphone o tablet può essere online in qualsiasi momento. Ovviamente, per conoscere al meglio i segreti della rete, bisogna avere esperienza nel campo. Per molti, però, tutto questo è una novità e, perciò, non sono in grado di mettere al sicuro i propri dati privati o il dispositivo di navigazione dalle molteplici truffe o dai virus che circolano.
Come conseguenza dello sviluppo tecnologico, infatti, si sta sviluppando sempre più un nuovo tipo di crimine, quello informatico, basato sullo sfruttamento commerciale della rete, oppure sulla possibilità di intrusione nei sistemi di sicurezza nazionale. Credo che, in parte, l’opinione pubblica sia consapevole del rischio che si corre navigando in Internet e, proprio per questo, la maggior parte delle persone che vengono per la prima volta in contatto con le nuove tecnologie guardano tutto questo con un certo scetticismo. Per esempio, molti non si fidano ancora di siti di vendita online molto famosi, solo perché l’idea di non avere di fronte una persona che ti vende il prodotto non convince. D’altro canto essere prudenti non basta, perché le truffe con il tempo si evolvono e riescono a coglierti alla sprovvista nella maniera più impensabile. Ne è un esempio il phishing, un tipo di crimine informatico molto diffuso in questo periodo. Questo tipo di truffa è finalizzata ad imbrogliare la vittima, convincendola a fornire dati personali mediante la spedizione di e-mail in cui simulano la sua banca o siti a cui è iscritto.
Credo, perciò, che la maggior parte delle società e anche i privati cittadini abbiano bisogno di informarsi sui possibili rischi che si corrono in Internet, di essere sempre prudenti, non solo per la sicurezza aziendale, ma anche per salvaguardare la privacy personale e soprattutto quella dei minori. I criminali del web sono molti e, purtroppo, sfruttano spesso l’ingenuità dei giovani per truffarli, oppure addirittura per adescarli tramite profili falsi sui social network.
Concludendo, limitare questa criminalità è difficile, perché questi truffatori lavorano di fronte ad un computer e, solitamente, sono bravi informatici in grado di non farsi rintracciare; comunque, anche se venisse trovato un modo per scovarli, i crimini si evolverebbero di continuo. Perciò il modo migliore per non essere vittime di truffe informatiche è informarsi, essere prudenti e stare sempre con gli occhi aperti perché questi crimini sono in netto aumento.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Bellissimo articolo, ben scritto, scorrevole e molto piacevole da leggere.
    Ho apprezza il tuo stile e il tuo modo di approcciarti all’argomento trattato e l’ inserimento tra le righe anche della tua considerazione personale.

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