Nella nostra generazione il telefonino si identifica non come un oggetto transizionale come può esserlo un giocattolo per un bambino, bensì uno strumento che appaga le necessità di ogni età . Inizialmente il cellulare presentava una valenza puramente comunicativa ma con il passare del tempo , con l’affermazione dello smartphone e le relative innovazione tecniche , ha alimentato il bisogno comune mutando drasticamente le relazioni quotidiane . Per tale ragione lo smartphone viene etichettato come il principale strumento a creare dipendenza. In che modo? Catapultandoci in una realtà virtuale tale da annullare l’impatto spazio-temporale emotivo e relazionale con la realtà concreta . L’immedesimazione in tale realtà comporta l’offuscamento di capacità espressive e mentali causando fenomeni quali incomprensione ,omologazione e annullamento del singolo. Si può parlare dunque di ‘nomofobia’ ( no mobile phone) nel momento in cui nell’individuo ne scaturisce il timore incontrollato di rimanere sconnessi dal contatto con la rete non solo nelle ore diurne ma anche e soprattutto in quelle notturne . Nonostante ci sia la consapevolezza di tali pericoli ci si ostina ad utilizzare in maniera compulsiva lo smartphone.

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