Dipendenze, pericoli, minacce: sostanzialmente l’ignoto. È ciò che aspetta ognuno di noi, soprattutto i giovani, quando si accede alla rete. Internet in fondo è come una grande terra inesplorata che continua a cambiare e come ogni nuovo territorio da scoprire presenta anche le sue numerose insidie. Solitamente tutto parte da una cattiva attenzione da parte dei genitori che non riescono a limitare il figlio, il quale, tramite questo potente mezzo che è il web, comincia a scoprire concetti e situazioni a cui probabilmente non è ancora pronto. Bisognerebbe infatti imparare poco per volta e non cercare di fare tutto e subito, poiché dopo non si ha più nulla di nuovo da acquisire, ma questo lo impone anche la nostra società, riassumibile appunto nel già citato “tutto e subito”. Il giovane quindi entra a far parte di un minimondo tutto suo, rigorosamente separato dalla quotidianità e soprattutto dai famigliari: questa privacy tra il ragazzo e il proprio smartphone è un rapporto costante, che occupa sempre più anche orari che sembravano improbabili fino a qualche tempo fa. Ormai si dedicano più attenzione e tempo a un dispositivo che a una persona. Gli adolescenti, ma anche gli adulti, controllano il proprio cellulare durante la notte (addirittura la percentuale di genitori supera quella dei figli) con un atteggiamento che sembra compulsivo e ossessivo da un punto di vista esterno, ma che per quella persona è completamente normale, è il suo rapporto con il proprio “mondo in una mano”. Naturalmente nel web si possono prendere vie oscure e poco raccomandate che portano a serie dipendenze: un esempio tra i giovani è quello dato dai siti pornografici, sempre più opprimenti con la loro presenza nella vita degli adolescenti. Quattro ragazzi su cinque ne fanno uso regolare e il 28% ha paura di non riuscire a farne a meno. Qui ci si ricollega a ciò che è stato detto prima: a queste età, si rischia di sapere troppo e troppo presto e si pensa di padroneggiare un ambito in cui si è in realtà totalmente inesperti. Si va quindi incontro a seri pericoli: non ci si rende conto di ciò e non lo si comunica a nessuno, dato che il “minimondo” è solo di chi lo ha in mano e di nessun altro, nemmeno di persone che potrebbero essere d’aiuto. Un’altra minaccia è data dalla “fauna” di questo enorme ambiente, ovvero dagli altri utenti: nel web non possiamo mai essere sicuri sulla vera identità di qualcuno. Non bisogna mai esporsi, né dare troppa confidenza a qualcuno, restando amici solo di chi si conosce personalmente. Qual è dunque il rimedio o, almeno, la prevenzione a tutti questi pericoli della rete? I giovani devono capire che il loro vero tutore non è Internet, ma due persone che vengono spesso quasi dimenticate: mamma e papà.

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Commenti
  1. Marco 4 anni ago

    Ciao,ho letto il tuo articolo e l’ho trovato scorrevole e di facile lettura.Sono d’accordo con te sul ruolo ,talvolta,poco attento dei genitori che dovrebbero essere pi

  2. mikyreporter 4 anni ago

    Bell’ articolo, ben scritto e molto scorrevole e piacevole da leggere. Hai saputo spiegare in poche parole il concetto principale dando anche un discreto tocco personale. Il titolo

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