Un tempo i cellulari erano un privilegio che pochi potevano permettersi e il loro uso era limitato alle chiamate e alle comunicazioni più importanti. Oggi, con la nascita e lo sviluppo degli smartphone con le loro molteplici funzionalità, l’uso è diventato un abuso per molti, soprattutto per i giovani, che vi trascorrono molte ore, non per una vera e propria necessità, ma più per sentirsi “parte del mondo” sui social.
Questa vera e propria dipendenza, “malattia sociale” definita come ” cellularomania” o “cellulare-addiction” di cui si contano oltre 176 milioni di dipendenti, si è sviluppata nel tempo in altre forme, come la “nomofobia”, la paura di restare senza cellulare, e il “vampiring”, ossia la necessità da parte di molte persone di restare online durante la notte o persino di svegliarsi per controllare eventuali messaggi ricevuti e notifiche.
La situazione sembra essere sfuggita di mano, ma oltre ai precedenti disturbi psicologici, bisogna stare attenti a come si utilizzano i social. Spesso non si fa attenzione a cosa si decide di pubblicare e mostrare agli altri e, trascurando le conseguenze e mettendo in circolazione foto o post compromettenti o manipolabili, a volte si dà una sbagliata immagine di sé. Al giorno d’oggi una giusta consapevolezza al riguardo è indispensabile, in quanto le informazioni diffuse non possono più essere rimosse e a vedere l’impronta indelebile delle nostre scelte sono i possibili datori di lavoro.
Importante per tutelarsi è non peccare di ingenuità, scegliendo con cura gli utenti che possono vedere i propri contenuti e facendo attenzione a non conoscerli di persona senza prima essere certi delle loro intenzioni e della loro vera identità, per evitare così le tragedie che ormai tempestano la cronaca dei telegiornali.
Internet rappresenta un mondo in cui si nascondono mille insidie, pericoli e trappole con siti pornografici o destinati a truffa o attività illegali di cui spesso i più piccoli sono ignari, perciò sono necessari la supervisione dei genitori e interventi di tecnici nelle scuole per una giusta educazione. Proteggersi dalle tecnologie dipende solo da noi stessi e dalle misure che adottiamo per regolare l’uso di smartphone e per creare uno scudo che ci protegga dalle insidie del Web.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Ottimo articolo, ho apprezzato molto perch

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