intelligenza artificiale italia 2025

Come spiega Francesco Marinari nel video sulle elezioni di midterm degli Stati Uniti, che si stanno svolgendo in questo periodo, le campagne elettorali si stanno ormai affidando a un algoritmo capace di manipolarci e indurci a votare attraverso suggerimenti personalizzati. Condivido pienamente questa sua apposizione e ritengo che il rischio di essere controllati dall’intelligenza artificiale sia altissimo e supera di gran lunga i pochi vantaggi legati a tale tecnologia. L’ingresso dell’IA nella politica non è una semplice evoluzione della propaganda elettorale, ma rappresenta una grossa minaccia psicologica per la nostra libertà di pensiero.

Per prima cosa infatti, l’intelligenza artificiale è arrivata a tale sviluppo da riuscire a creare dei “deepfake” cioè dei video, delle foto, delle immagini e persino degli audio clonati molto realistici a proprio piacimento per persuadere i cittadini. Questo è un grosso rischio perché i candidati rivali possono facilmente sabotare le altre campagne elettorali diffondendo delle fake news e facendo passare per vere informazioni del tutto inesistenti. 

Inoltre, i software di ogni individuo sono programmati e personalizzati secondo le passioni e la visione del mondo della persona stessa che li utilizza. Per questo motivo diventa impossibile uscire dalla propria “bolla” per confrontarsi con la realtà e mettersi in discussione, perché l’algoritmo non proporrà mai una stessa risposta a utenti diversi. Di conseguenza il quadro complessivo sulle campagne elettorali avrà delle sfumature differenti per ognuno; per esempio, l’intelligenza artificiale di una persona che è interessata all’ambiente consiglierà il partito che ha più proposte incentrate su quel tema trascurando il resto delle idee. 

D’altra parte i sostenitori della tecnologia affermano che l’utilizzo dell’IA sia un’ottima opportunità per i cittadini. Si dice infatti che i chatbot, come ChatGPT, servano a semplificare la politica, riassumendo programmi elettorali lunghi e difficili in poche righe e aiutando così le persone a informarsi meglio e più velocemente; però le IA non sono neutrali e possono dare risposte imprecise o politicamente orientate a seconda di chi le ha programmate finendo per disinformare. Inoltre, la possibilità di permettere anche ai candidati più piccoli o con meno soldi di farsi pubblicità sui social in modo economico senza dover pagare esperti non si pone perché i partiti più ricchi avranno sempre la possibilità di acquistare algoritmi più potenti.

In conclusione credo che se il voto viene completamente manipolato, allora la vittoria di un partito non dipenda più dalle preferenze dei cittadini ma dai candidati che hanno un algoritmo più persuasivo e diffuso nel territorio. 

 

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