L’obesità, in Italia, costituisce una vera e propria emergenza sia sanitaria sia sociale.
Spesso purtroppo viene affrontata in modi troppo superficiali e giustificata come dipendente da una mera mancanza di volontà; invece, si tratta di una malattia da non sottovalutare poiché come effetto collaterale aumenta anche la probabilità di gravi problemi di salute come il diabete di tipo 2 (T2D), eventi cardiovascolari (CVE) e patologie articolari. “L’epidemia di sovrappeso” e le sue conseguenze sulla salute individuale hanno già accresciuto esponenzialmente il carico sulle finanze pubbliche, tanto che lo Stato deve far fronte ad un numero sempre maggiori di malati, insieme a un’esigenza urgente di processi terapeutici strutturati.
Nella ricerca medica è già apparsa una vera innovazione: i farmaci iniettabili di nuova generazione sviluppati grazie alla scoperta di nuove molecole, che hanno reso possibile questo ambizioso traguardo scientifico. In origine progettati per il trattamento del diabete, questi farmaci iniettabili imitano l’azione degli ormoni intestinali (GLP-1) nelle aree cerebrali responsabili dell’appetito.
Agiscono dunque riducendo l’appetito e ritardando lo svuotamento gastrico, inducendo in questo modo una sazietà precoce. Dati clinici supportano che l’introduzione di trattamenti iniettabili insieme ad uno stile di vita e una dieta sani possa permettere l’ottenimento di riduzioni di peso importanti (>15-20% di perdita del peso corporeo circa). Ma esiste una limitazione di base nella terapia, poichè, l’efficacia funziona soltanto nei periodi di somministrazione. Infatti, quando i farmaci vengono sospesi, ritorna immediatamente l’appetito e la possibilità di recuperare peso si concretizza in men che non si dica. Perciò per le persone che soffrono di obesità grave, la soluzione più duratura è rappresentata dalla chirurgia bariatrica.
Il nodo centrale riguarda l’accessibilità economica dei farmaci. Al momento, in Italia il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa in larga parte i farmaci iniettabili solo per i pazienti affetti anche da diabete di tipo 2. Se si soffre soltanto di obesità o di sovrappeso, invece, la spesa “200/400 euro al mese circa che possono raggiungere anche i 600 in alcuni casi” rimane interamente a carico dei pazienti ammontato anche a diverse centinaia di euro al mese. Questo determina una marcata disuguaglianza sociale, poiché l’accesso ad un trattamento è possibile solo per coloro che dispongono di mezzi sufficienti.
Per concludere, i farmaci iniettabili di nuova generazione rappresentano una risorsa fondamentale contro l’obesità. Tuttavia, affinché essi diventino effettivamente uno strumento di salute disponibile e gratuito per tutti, le istituzioni dovranno affrontare e trovare una soluzione per rimborsare i farmaci a tutti gli obesi senza distinzioni, così da garantire un accesso equo e rendere possibile integrare i farmaci iniettabili in percorsi di cura.
Fonti: wikipedia
https://www.humanitas.it/malattie/obesita/






