A tutti sarà capitato di fare una notte in bianco, magari dopo aver bevuto un po’ troppi spritz o a causa di una serata finita troppo tardi in compagnia di amici. Ma provate a chiedere a chi ha un neonato in casa che cosa significhi davvero non chiudere occhio per settimane intere: vi risponderà senza esitazione che l’unica cosa che beve la sera per sopravvivere è una dose di caffeina.
Per fortuna c’è chi è riuscito a trovare una scorciatoia per risolvere questo problema grazie alle cosiddette “tate di notte”: una figura professionale super specializzata e sempre più richiesta nel mondo di oggi, ovvero si tratta di persone molto qualificate assunte dalle famiglie per prendersi cura del neonato e gestire qualsiasi emergenza durante le ore notturne, permettendo finalmente ai genitori esausti di riposare senza alcuna interruzione.
Fin ora la situazione appare ideale, la soluzione definitiva ad un’agonia costante che distrugge intere generazioni di neogenitori, se non fosse per un piccolo dettaglio che poi non è nemmeno tanto piccolo: si arrivano a spendere cifre estremamente elevate, toccando fino a ben 45 o 50 € all’ora. Facendo due conti veloci per otto ore di sonno filato, si parla di una spesa folle che supera tranquillamente lo stipendio mensile di un lavoro part-time.
Da una parte questo servizio rappresenta la svolta assoluta per chi non ce la fa più; dall’altra, però, fa riflettere e credo che sia totalmente assurdo pensare che si debba pagare una fortuna per soddisfare uno dei bisogni primari e naturali dell’essere umano: il sonno. Diventa così un lusso riservato a pochissimi fortunati che possono permettersi di comprare il silenzio e la tranquillità notturna, mentre la stragrande maggioranza delle famiglie si arrangia con litri di caffè.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che il mercato offre ciò che le persone chiedono e che ognuno è libero di spendere i soldi come vuole, ma a mio parere questo servizio dimostra che solo chi ha un buon conto in banca può godersi di alcuni privilegi e che lo Stato dovrebbe iniziare a pensare a un modo per agevolare anche chi non ha abbastanza soldi per permettersi una tata. Infatti, se ci pensiamo viviamo in un paese con un tasso di natalità molto basso: se mettere al mondo un figlio in queste condizioni significa rischiare il collasso psicologico e finanziario, è ovvio che la natalità scenderà ancora di più.
Insomma, la domanda a questo punto sorge spontanea: siamo di fronte a una rivoluzione geniale per chi è esausto o all’ennesima prova che in questa società, se non hai abbastanza soldi, non hai nemmeno il diritto di poter riposare la notte? Arrivati a questo punto, la mia conclusione è che bisogna davvero riflettere attentamente prima di voler mettere al mondo un figlio di questi tempi così difficili e soprattutto molto costosi dove perfino dormire è diventato un lusso per pochi.
Spritz & Veritas- giulix
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