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Le tate notturne ingaggiate e pagate dai genitori per accudire il figlio durante la notte fino all’alba possono essere considerate veramente un aiuto prezioso per le famiglie?

A mio parere le tate notturne, che per lavoro cambiano i pannolini e allattano i bambini piccoli, possono essere utili per badare a un neonato durante la notte, soprattutto se ci sono eventi importanti a cui i genitori sono obbligati a partecipare (come riunioni, colloqui di lavoro…) e per questo può esserci bisogno di calma e tranquillità durante la notte; però queste puericultrici non sono del tutto necessarie per accudire i neonati, perché non sempre i bambini hanno problemi durante la notte. Credo che il compito di accudire i bambini spetti ai genitori, che spesso riescono a far addormentare il figlio fino al giorno dopo.

Tuttavia è comprensibile il motivo per cui le tate notturne vengano ingaggiate: molte persone o genitori, soprattutto in alcune grandi città, hanno bisogno di dormire almeno sei ore a notte per riuscire ad andare a lavoro più riposati. Secondo delle statistiche, molti di loro a causa dei neonati perdono circa quattro ore e mezza di sonno a notte. Questo può portare a diverse conseguenze di un danneggiamento nella propria salute mentale quali sonnolenza, ansia, depressione postpartum che possono anche portare a un declino delle prestazioni lavorative.

Però uno dei problemi più gravi delle puericultrici è il loro costo, che, si aggira fra i 45€ e i 50€; una simile paga tuttavia secondo me è sbagliata poiché non stanno con i neonati tutto il giorno come le babysitter che guadagnano (ad esempio a Milano) 126€ solo per prendersi cura di uno o più bambini nel corso di una giornata e quindi per 12-14 ore. Credo che queste tate dovrebbero guadagnare tra i 30€ e i 35€ perché il loro lavoro è meno difficile e molto probabilmente riescono a organizzarsi l’intera giornata così da poter rimanere sveglie la notte. 

Certe persone però affermano che non tutti i genitori sono bravi a far addormentare i propri bambini, magari a causa della loro inesperienza oppure perché sono troppo impegnati con il lavoro, soprattutto quando si presentano eventi importanti per il giorno successivo, e non sempre si può pensare a un modo per far addormentare i propri figli. Nonostante l’aiuto che possono dare le tate, continuo ad affermare che se ci si informa e si sfruttano strategie efficaci che si possono trovare su internet, come la tecnica dei “5 minuti di camminata e 8 minuti seduti” oppure le 5 “S” di Harvey Karp (Fasciatura, Posizione sul fianco, rumore bianco, dondolio, suzione), si può far addormentare un neonato in meno di 5 minuti così che il genitore possa andare a dormire in pace e senza problemi.

In conclusione ritengo che le tate notturne possano essere un aiuto prezioso per le famiglie ma dal prezzo eccessivo e che i genitori possano trovare altri aiuti (addirittura gratis e pure confermati dalla scienza) per far addormentare il proprio bambino in poco tempo, così da non mettere a rischio né la salute mentale né le prestazioni lavorative.

 

 

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