Nell’ultima lezione, abbiamo esaminato un articolo riguardante una tematica molto delicata: il Niqab a scuola è concesso?
Ma ora esaminiamo le vicende.
In una scuola in Friuli Venezia Giulia, una preside ha consentito ad alcune studentesse islamiche di andare alle lezioni con il Niqab: una tipologia di velo che lascia scoperto solo gli occhi.
La preside dell’istituto però, ha messo una condizione per poter indossarlo: prima dell’inizio delle lezioni, le studentesse dovranno fare un riconoscimento con una professoressa dato che, avendo solo gli occhi scoperti, non si può percepire chi effettivamente ci sia sotto quel velo.
Queste azioni svolte dalla preside hanno portato scompiglio tra i politici, coloro che hanno opinioni totalmente differenti da quelli della docente.
Essi credono che concedere questo tipo di abbigliamento, sia totalmente contro i diritti che, con il tempo, le donne hanno ricevuto nel territorio italiano.
Il mio parere personale è che i politici hanno ragione: le donne italiane hanno lottato parecchio per avere i diritti che non avevano e quest’abbigliamento toglie tutti i diritti che una donna possa avere.
Oltretutto, in Italia ci sono delle leggi che sono state decise parecchi anni fa e davanti a esse siamo tutti uguali, senza alcune differenze, quindi se una legge dice che per recarsi a scuola non devi vestirti in un certo modo, questa legge vale per tutti, italiani e non.
Dal punto di vista integrativo, la comunicazione fisica, come per esempio le espressioni facciali, sono importanti in un ambiente educativo; inoltre gli insegnanti potrebbero non capire quando, per esempio, una studentessa sta male emotivamente.
Infine, anche a livello integrativo, con gli altri compagni di scuola potrebbe creare differenze tra chi lo indossa e chi no.