Dopo l’Ucraina l’energia non è più tornata ai prezzi di prima. La guerra con l’Iran del 2026 ha peggiorato le cose: gas, diesel e cibo costano sempre di più.
A ottobre 2026, in Italia, il prezzo del gas ha raggiunto 78,80 euro per megawattora. È il livello più alto di sempre, addirittura superiore al picco del dicembre 2022. Quattro anni dopo l’inizio della guerra in Ucraina, e a pochi mesi dallo scoppio del conflitto con l’Iran, le bollette non sono mai tornate normali.
Il gas
Prima del 2022, la Russia forniva circa il 40% del gas che l’Italia importava. Oggi quella quota è scesa sotto il 2%: al suo posto l’Italia compra gas dagli Stati Uniti, dall’Algeria e dall’Azerbaigian, ma queste alternative costano molto di più. Il prezzo della materia prima è passato da circa 47 euro/MWh nel 2021 agli attuali 78,80 euro/MWh, con un aumento di oltre il 67%. Questi prezzi riguardano i clienti vulnerabili, cioè le famiglie over 75, chi riceve il bonus sociale per disagio economico, le persone con disabilità e chi vive in strutture di emergenza. (Dati tratti da ARERA)
Il governo ha provato ad aiutare le famiglie. A febbraio 2026 ha approvato un decreto con oltre 5 miliardi di euro di aiuti: un contributo di 115 euro sulla bolletta elettrica per chi ha il bonus sociale, sconti per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e un taglio degli oneri per le imprese. Sono misure importanti, ma non risolvono il problema di fondo: l’Italia dipende ancora troppo dall’estero per l’energia. (Dati tratti da MIMIT e Governo italiano)
Il petrolio
A fine febbraio 2026 è scoppiata la guerra con l’Iran. Lo Stretto di Hormuz, da dove passa circa un quinto del petrolio mondiale, è di fatto bloccato. Il prezzo del Brent è passato da circa 70 a oltre 100 dollari al barile, e a ottobre 2026 resta sopra i 100 dollari.
In Italia il problema più grave è il diesel. Dal 6 ottobre 2026 è scaduto lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro, e il prezzo è subito risalito: oggi il diesel self-service costa 2,256 euro al litro sulla strada e 2,278 euro in autostrada. Il diesel costa più della benzina perché l’Italia lo importa in grandi quantità e le tasse sono più della metà del prezzo finale. (Dati tratti da MIMIT)
Come cambia la vita
Tutto questo si ripercuote sulla vita di tutti i giorni. A settembre 2026 l’inflazione in Italia è salita al 4,2%, e i prezzi dell’energia sono aumentati del 22,3% in un anno. La spesa al supermercato costa oggi il 29,5% in più rispetto al 2021: quello che cinque anni fa costava 100 euro, adesso ne costa quasi 130. La causa è sempre la stessa: l’energia cara rende più costosi i trasporti e il cibo, e alla fine l’aumento arriva sulle nostre tavole. (Dati tratti da ISTAT)
L’Italia oggi ha più sicurezza energetica di prima, perché non dipende più dal gas russo. Ma la sicurezza non vuol dire prezzi bassi. La crisi energetica non è finita: è diventata una cosa normale; il 2026 ha dimostrato che basta una nuova guerra per far ripartire tutto da capo.








