L’utilizzo eccessivo della plastica negli imballaggi alimentari è diventato un problema globale che richiede soluzioni immediate e sostenibili. Mentre l’Unione Europea sta prendendo misure significative per affrontare tale questione, è importante esplorare ulteriormente come ridurre l’uso della plastica negli imballaggi alimentari e capire se le leggi attuali siano abbastanza severe per affrontare questa sfida.

Annualmente, in media, ogni europeo produce 177 kg di rifiuti di imballaggio all’anno, per un totale di 79,3 milioni di tonnellate. Il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell’intera Unione Europea sono destinati all’imballaggio. L’industria alimentare spesso usa eccessivamente la plastica negli imballaggi, causando significativi problemi collegati all’ambiente. La plastica può persistere nell’ambiente per secoli, contribuendo all’inquinamento dei mari e del suolo, danneggiando la fauna selvatica. Secondo le stime, rispetto ad ora, il volume di rifiuti di plastica aumenterà del 46% entro il 2030, e del 61 % entro il 2040.

L’attuale direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, introdotta nel 1994, non è riuscita a ridimensionare gli aspetti della produzione di imballaggi che hanno un impatto negativo sull’ambiente, perciò l’Unione Europea ha introdotto nuove condizioni per ridurre l’uso della plastica negli imballaggi alimentari. Una delle misure più significative è la Direttiva sulla Plastica Monouso, che impone divieti sull’uso di alcuni prodotti in plastica e stabilisce obiettivi per la raccolta e il riciclo di rifiuti di plastica. Un’altra proposta adottata vieta la vendita di sacchetti di plastica leggeri (sotto i 15 micron di spessore), a meno che non siano necessari per motivi igienici o forniti come imballaggio primario per gli alimenti sfusi, per aiutare a prevenire lo spreco di cibo. Tuttavia, alcuni sostengono che queste leggi non siano sufficientemente severe per ridurre sufficientemente l’utilizzo di plastica.

Complessivamente, i rifiuti di imballaggio pro capite dovranno essere ridotti, rispetto al 2018, del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035, del 15% entro il 2040. La Commissione affida agli Stati membri la decisione su come raggiungere l’obiettivo. Agli Stati membri viene anche chiesto di adottare misure per ottenere una riduzione duratura del consumo di borse di plastica leggere: l’obiettivo, dal 31 dicembre 2025, è di non superare i la vendita di 40 borse leggere all’anno a testa.

Per ridurre ulteriormente l’uso della plastica negli imballaggi alimentari, è necessario esplorare soluzioni innovative. Un modo potrebbe essere l’adozione di materiali alternativi biodegradabili o compostabili. Inoltre, incentivare l’industria a utilizzare imballaggi riciclabili e promuovere la riduzione della plastica superflua potrebbe contribuire significativamente.

Educare i consumatori sulle alternative sostenibili e sensibilizzarli sull’impatto ambientale della plastica può influenzare positivamente le loro scelte di acquisto. Sebbene l’Unione Europea stia compiendo passi significativi, è essenziale monitorare e valutare costantemente l’efficacia delle leggi esistenti e, se necessario, implementare misure più severe per garantire un futuro sostenibile per il nostro pianeta.

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