Il mercato del lavoro sta attraversando una continua trasformazione, spinto dalle innovazioni tecnologiche e dalle nuove dinamiche aziendali. In questa evoluzione alcune professioni hanno acquisito una rilevanza sempre maggiore, diventando oggetto di grande interesse per coloro che cercano opportunità lavorative ben retributive e gratificanti. 

 

Gli ultimi anni hanno visto diminuire i posti di lavoro nel settore manifatturiero, dell’edilizia, della pubblica amministrazione e nella difesa. Un gruppo di ricerca dell’Institute for the Future già nel 2017 aveva scritto che entro il 2030 i giovani di oggi avrebbero fatto un lavoro che per il momento ancora non esiste, poiché l’85% dei posti di lavoro che esisteranno nel 2030 non è stato ancora inventato. 

 

Il lavoro è diventato più smart e più flessibile. Le sfide globali, le tecnologie emergenti e la velocità del progresso hanno richiesto una maggiore adattabilità e una mentalità aperta verso nuovi approcci lavorativi.Esperti di intelligenza artificiale, professionisti della sicurezza informatica, consulenti per la sostenibilità, ingegneri del cloud, esperti nella gestione dei dati, specialisti in Fisco, software e algoritmi sono le figure più ricercate in Italia secondo la classifica stilata da Linkedin nell’indagine annuale LinkedIn Jobs on the Rise. 

 

Oltre ai lavori più ambiti, anche le esigenze sono profondamente cambiate. Prima della pandemia il lavoro da remoto era un’eccezione, mentre ora per molti è fondamentale. Lo smart working è passato dall’essere una possibilità riconosciuta a pochi e da poche aziende a una misura eccezionale per far fronte all’emergenza e, infine, a essere riconosciuto ufficialmente come alternativa all’attività in sede aziendale.

Le multinazionali hanno accettato il fatto che sono pochi i lavoratori disposti a tornare a tempo pieno al lavoro in sede e per questo stanno iniziando a consentire al personale di dividere il proprio tempo tra l’ufficio e un’altra sede. 

 

Inoltre, da dopo la pandemia gli italiani hanno iniziato a cambiare lavoro più frequentemente di quanto avveniva prima. Tendenzialmente, la percentuale di chi desidera un nuovo lavoro aumenta al decrescere dell’età, denotando l’affacciarsi di un approccio culturale caratterizzato da una minore rigidità rispetto agli schemi comportamentali del passato che ci vedevano meno propensi al cambiamento.

 

Ofelia

 

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