La carne sintetica, in queste ultime settimane, ha fatto parlare molto di sé, in merito alla legge approvata dal Consiglio dei Ministri che ne vieterebbe la sua produzione.

Per affrontare al meglio l’argomento è, però, necessario partire dalla definizione di carne sintetica.

La carne sintetica è una tipologia di carne coltivata in laboratorio. Per produrla gli scienziati partono dalle cellule staminali di muscolo animale ed, in seguito, queste cellule vengono fatte proliferare. Subito dopo si iniziano a formare fibre muscolari fino ad ottenere una carne da laboratorio della stessa forma e dello stesso gusto di una normalissima carne “naturale”.

La carne sintetica, come già accennato in precedenza, è un tema ancora molto dibattuto poiché, nonostante abbia numerosi aspetti positivi, vi è ancora molta incertezza circa i metodi per la sua produzione.

Fra gli svariati aspetti positivi di questa carne, ritroviamo come argomento principale il suo minor impatto sull’ambiente: la sua produzione richiede meno risorse rispetto alla carne tradizionale.

Poiché non è necessaria l’uccisione dell’animale, diminuirebbero gli allevamenti, in particolare di bovini e suini, e di conseguenza il bisogno di mangime per nutrirli. Diminuendo la produzione di carne tradizionale si riuscirebbe, quindi, a diminuire le emissioni di gas serra e il consumo d’acqua.

Un secondo aspetto da tenere in considerazione è quello del riutilizzo dei terreni che non verrebbero più usati.

Inoltre, essendo la carne prodotta in laboratorio, ci sarebbe la possibilità di renderla più equilibrata, ad esempio diminuendo la concentrazione di grasso, e pare si potrebbe addirittura includere delle vitamine.

La carne da laboratorio, in aggiunta, costituisce anche una risposta ad alcuni dubbi morali, in quanto non si uccidono gli animali.

Dall’altra parte sono stati sollevati diversi dubbi. La preoccupazione principale è la mancanza di informazioni riguardanti le possibili conseguenze causate dal consumo di carne sintetica, poiché essa non è stata testata su larga scala e su un periodo di tempo significativo.

Questa però non è l’unica preoccupazione: molti si chiedono quanto verrà a costare. Questo timore è però stato smentito quando a Marzo 2021, l'ente no-profit Good Food Institute (GFI), ha stabilito che si potrebbe abbassare il prezzo di produzione della carne sintetica di 4mila volte nel giro di qualche anno, passando dai 10.000 dollari per poco meno di mezzo chilo attuale a 2,50 dollari per la stessa quantità nel 2030.

Infine, un aspetto molto sentito in Italia nei confronti della carne sintetica, è quello culturale. Non molti sono disposti a cambiare le proprie abitudini e tradizioni verso una scienza ancora approssimativa di cui si sa ben poco. Secondo me non è però corretto vietarla senza alcuna giustificazione.

In conclusione la carne sintetica come tutte le novità ha aspetti sia positivi che negativi ed attualmente è ancora presto per averne una opinione definitiva.

 

Marianna Duglio, L’angolo del caffè

 

Fonti (https://www.focus.it/ambiente/ecologia/carne-sintetica-tutto-quello-da-sapere)

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