Una novità che si sta affacciando all’interno della sanità italiana è quella di rimborsare il farmaco Ozempic nel caso in cui venga utilizzato per sconfiggere l’obesità.
Si tratta infatti di un farmaco che viene prescritto per prevenire o curare questa malattia perché ha come effetto quello di ridurre l’appetito costante.
Tutt’oggi questo medicinale viene assunto da pazienti affetti da diabete una volta a settimana tramite puntura per abbassare il livello di zuccheri nel sangue.
Come afferma “Il Giornale”, secondo la Società italiana dell’obesità (Sio), rimborsare i medicinali anti peso costerebbe quanto già si spende oggi in diabetologia. Lasciare l’obesità senza cure, invece, presenta un conto molto più alto: i costi diretti, cioè le complicanze, e quelli indiretti, cioè la produttività persa.
I medici Sio propongono un cambio di prospettiva. Ovvero un rimborso di almeno il 25% dei pazienti a più alto rischio, circa mezzo milione di persone. Secondo una stima, l’investimento pubblico si ripagherebbe con oltre 1,6 miliardi di euro di spese sanitarie future evitate.
Il problema è che quel mezzo milione di italiani resta fuori dalle cure poiché non riesce a permettersele, considerato che le punturine costano 400 euro al mese.
Silvio Buscemi, presidente Sio sostiene che dare risposta a coloro con BMI superiore a 40 o 35 con gravi condizioni cliniche avrebbe un costo di circa 400/500 milioni di euro, cifra del tutto sostenibile.
Personalmente penso che il rimborso di questo farmaco potrebbe rappresentare una svolta all’interno della sanità italiana, poiché permetterebbe anche la riduzione di tutte quelle malattie correlate all’obesità. In ogni caso il rimborso dovrebbe essere dato a chi veramente ne ha bisogno e non solo per qualche chilo di troppo.
In conclusione questa scelta potrebbe portare ad una rivoluzione permettendo un miglioramento della vita delle persone affette da obesità e un risparmio in termini economici della spesa sanitaria per curare le malattie ad essa correlata.












