La ludopatia è la dipendenza dal gioco d’azzardo ed è un disturbo psicologico rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. Questa è la definizione di ludopatia e ultimamente, almeno per quanto mi riguarda, è un termine che sto sentendo molto in giro, tra giornali, telegiornali e discorsi tra adulti e non solo. Nonostante sia un termine che si è sentito più volte in queste ultime due settimane che in tutta la mia vita, ho sempre saputo in linea generale il significato di questa parola, anche se non è una dipendenza che riguarda me in prima persona o qualcuno a me vicino.

Credo che il termine ludopatia non sia una parola semplice da utilizzare, infatti si parla di una vera e propria dipendenza e quindi di una condizione dalla quale è molto difficile uscire. Infatti io ho conosciuto e tuttora conosco persone alle quali, ogni tanto, piace scommettere su alcune partite di calcio, ma l’importante credo che sia sempre il sapersi controllare e il rendersi conto di quando si sta esagerando e, nel caso, il saper farsi aiutare. Nonostante io ritenga che l’importante sia non esagerare, credo comunque che sarebbe meglio non scommettere mai in modo periodico, anche se il tempo che intercorre tra una scommessa e un’altra sia molto lungo, perchè credo che una volta inseriti nel giro delle scommesse o di qualsiasi altra dipendenza, non si riesca a essere totalmente lucidi a riguardo e se chi ha qualcuno vicino che si rende conto della situazione può con fatica riuscire ad uscirne, per gli altri è quasi impossibile.

Penso che la ludopatia, nonostante non se ne sia parlato molto fino ad ora, sia un problema abbastanza grave da risolvere in Italia, dove, nel 2021, sono stati giocati circa 111 miliardi di euro. Questo dato ci dà un’idea di quanto il gioco d’azzardo riesca a rendere dipendenti molte persone. Secondo me la situazione dalla quale è più difficile uscire è quando si gioca perché precedentemente si ha perso e quindi si cerca di recuperare il denaro scommesso ma si perde ulteriormente, infatti in questo modo si entra in un vero e proprio loop. Ci sono diverse tipologie di ludopatia che dipendono dalla dipendenza da un determinato gioco d’azzardo rispetto ad un altro e in questo periodo si sente parlare principalmente di scommesse calcistiche.

Ciò che mi fa riflettere molto sul nostro Paese è che si sia iniziato a parlare seriamente di ludopatia e a rendersi conto che effettivamente è una grave dipendenza che può portare anche alla perdita di lavoro, problemi economici o problemi nelle relazioni familiari, solo dopo che sono stati scoperti essere coinvolti in scommesse calcistiche tre calciatori importanti del mondo del calcio italiano. Sorge spontanea la riflessione riguardo al perché giovani che hanno fama, soldi e successo si riducano a scommettere nello stesso gioco in cui loro stessi sono i protagonisti. Non posso dare una spiegazione certa e basata su esperienze personali, ma posso comunque esporre l’idea che mi sono fatto a riguardo. Credo che per loro scommettere sia un modo per cercare di evadere da una situazione stressante in cui si trovano, infatti parliamo comunque di importanti calciatori, che devono allenarsi in un certo modo, portare determinati risultati alla squadra, avere una specifica alimentazione per tenersi in forma e molto altro. Penso inoltre che per loro sia un modo per sentire l’adrenalina in corpo, in quanto magari hanno già provato o sono abituati a provare sensazioni simili, per esempio giocando importanti partite e avendo un grande tifo alle spalle che li sostiene.

Insomma, come spesso accade, credo che i miei genitori avessero ragione quando da piccolo mi dicevano che l’unico modo per vincere fosse non giocare e soprattutto in questo ultimo periodo sto capendo a pieno il significato di questa frase.

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