È triste pensare che alla parola “ludo” ovvero “gioco” dal latino “ludus” si debba aggiungere il prefisso -patia che lo etichetta come un grave disturbo. Platone, padre della dottrina delle idee, avrebbe ritratto il gioco come quell’attività che ci permette di rilassarci e divertirci soprattutto nell’età infantile. E invece ora, in seguito alle notizie dei casi di ludopatia nel calcio italiano, siamo obbligati a chiederci che cosa possa portare un individuo a giocare d’azzardo in modo assiduo, talvolta fino all’indebitamento.

Per affrontare la questione dobbiamo però essere a conoscenza del significato del termine “ludopatia”. Quest’ultima costituisce una sindrome psicopatologica caratterizzata dalla dipendenza dal gioco d’azzardo che si manifesta attraverso l’irrefrenabile impulso di scommettere denaro, persino a costo di complicazioni personali, familiari e finanziarie.

Le sostanze stupefacenti, quando consumate, rilasciano una serie di endorfine e neurotrasmettitori che ci fanno sentire rilassati, elettrizzati o assuefatti. Il problema consiste nel fatto che il gioco d’azzardo, nella maggior parte dei casi, rilascia il doppio di questi neurotrasmettitori rispetto alle droghe come cocaina e LSD. Possiamo dunque definire il gioco d’azzardo una sostanza stupefacente?

Se consideriamo solo gli effetti percepibili dal sistema recettore del nostro organismo allora non è errato racchiuderli nello stesso insieme.

Tuttavia, va notato che c’è una differenza fondamentale tra il gioco d’azzardo e le sostanze stupefacenti. Nel caso delle droghe, si tratta di sostanze chimiche esterne che vengono introdotte nel corpo. Nel gioco d’azzardo, invece, non c’è alcuna introduzione diretta di sostanze chimiche. Le sensazioni di piacere e gratificazione sono il risultato di processi neurologici innescati da aspetti psicologici del gioco, come la speranza di vincere o la suspense.

Sebbene la comparazione fra la ludopatia e le sostanze stupefacenti sia corretta dal punto di vista neuro-recettivo ed al contempo errata dal punto di vista pratico il problema consiste nel fatto che il gioco d’azzardo è socialmente accettato e legalmente regolamentato in molte giurisdizioni, mentre l’uso di sostanze stupefacenti è, nella maggior parte dei casi, illegale. Questa differenza nel contesto legale è importante quando si valuta se il gioco d’azzardo possa essere considerato una “sostanza stupefacente.”

Le compagnie operanti nel settore del gioco d’azzardo dovrebbero assumersi una parte delle responsabilità in materia di prevenzione, proponendo meccanismi di controllo dei limiti di deposito e la possibilità di autoesclusione. Anche la società, in egual modo, deve intendersi dei rischi che il gioco d’azzardo può avere sia sul nostro corpo che sul nostro comportamento nella quotidianità.

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