Il lungo passato delle alluvioni in Italia

Le inondazioni sono un fenomeno comune in Italia e, sebbene sia alta la frequenza con la quale frane e inondazioni  si sono succedute in passato, questi eventi si sono moltiplicati negli ultimi decenni a causa del cambiamento climatico, diventando ancora più distruttivi e causando molte più vittime.

La documentazione riguardante tragedie di questo genere è spaventosamente vasta e, ciononostante, secondo recenti studi molti italiani non dimostrano di sapere cosa fare nel caso ci fosse un’alluvione. 

 

Alluvione in Toscana:un evento prevedibile

Un esempio tangibile è la recente alluvione verificatasi in Toscana la scorsa settimana. Sui media e sui social non si parlava altro che delle perdite sia di vite umane sia di capitale, utilizzato per ricostruire tutto quello che l’acqua e il fango si sono portati via.

È vero che, secondo i dati del CNR, in Toscana non si erano verificate piogge di tale intensità da almeno cinquant’anni, ma secondo IdroGEO, in quella stessa regione colpita dall’alluvione più di un milione di abitanti era già esposto a questo rischio

Non è quindi impossibile capire dove e come un fenomeno del genere colpirà e, studiando i dati del passato e aggiungendo l’influenza del riscaldamento globale, è forse possibile prevedere i danni. 

 

Il Giappone e i terremoti

Il Giappone è uno degli stati più esposti al rischio sismico, ma grazie ad innovative misure di prevenzione e contenimento dei danni, riesce a limitare in modo notevole perdite umane e distruzioni.

 

Anche se queste limitazioni sono difficili da costruire e soprattutto costose, lo stato giapponese ha messo a disposizione molti fondi per rendere antisismiche le fondamenta di quasi tutti gli edifici, sia residenziali sia storici, così da doverne spendere di meno per ricostruire ciò che viene distrutto dai terremoti.

 

Anche la popolazione è ben preparata a quei fenomeni naturali grazie a corsi obbligatori offerti dallo stato. Infine, in Giappone esiste un sofisticato sistema pre-allarme che avvisa tutti di un inevitabile terremoto nei canali sia televisivi sia radiofonici, e addirittura esiste un’applicazione per avvisare i meno attenti.

 

Fondi dello stato per prevenire, non per curare

Data la frequenza distruttiva di questi eventi, è strano pensare che lo Stato per primo non abbia messo a disposizione dei fondi per prevenire i danni e proteggere i propri cittadini. I soldi da investire arrivano sempre tardi e sono interamente impiegati ad arginare i danni. Inoltre per noi giovani è inconsueto che non esista una stima preventiva dei danni, data l’immensa quantità di dati di eventi passati.

 

Cosa significa per noi questo futuro

Essere un giovane al giorno d’oggi è difficile, ma questa costante insicurezza ci spinge a chiederci se davvero potremo avere un futuro sicuro nel nostro stato, e se le tasse che paghiamo finiranno in prevenzioni contro tali eventi o se prima o poi dovremmo aspettarci il nostro nome tra quelli delle vittime.

 

Di MJ, BonaNova365

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