Negli ultimi anni l’Italia ha assistito ad una lunga serie di catastrofi climatiche e fra queste una delle ricorrenze più frequenti sembra essere quella dell’alluvione. Molte regioni sono state colpite da alluvioni mai viste prima e anche i paesi che non sono stati colpiti direttamente, rimangono comunque a rischio. Ma perché proprio l’Italia sta soffrendo così tanto e cosa si può fare per limitare al minimo i danni?

 

Innanzi tutto è necessario comprendere che l’Italia, per via della sua conformazione geologica, presenta un territorio debole e fragile che facilita la creazione di alluvioni e altri cataclismi. Oltre a ciò si aggiunge il fatto che noi stessi stiamo aggravando la struttura dell’ecosistema in Italia, andando a danneggiare o addirittura a rimuovere da esso elementi (come per esempio foreste e boschi) che avrebbero potuto diminuire notevolmente la gravità del problema.

 

A tutto ciò si aggiunge il problema del cambiamento climatico. A causa dell’inquinamento eccessivo dell’uomo, ogni ambiente sulla Terra sta attraversando drastici sconvolgimenti che mettono a rischio la sopravvivenza. Uno di questi è proprio una diversificazione delle precipitazioni: in precedenza erano più moderate e distribuite nel corso dell’anno, ma, ultimamente, si sta formando una vera e propria ‘’stagione di piena’’ e una ‘’stagione secca”. Questo porta a l’accumularsi di grandi quantità di acqua in periodi brevi e, anche a causa delle particolarità del territorio, non sembra possibile fermare la cosa. 

 

Quindi come possiamo agire? L’unica soluzione plausibile è di prendere ogni possibile precauzione per prevenire un’alluvione in primo luogo, ma più in generale serve una maggiore attenzione verso l’ambiente, poiché se stravolgiamo quest’ultimo saremo stravolti a nostra volta.

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