L’obiettivo n° 5 dell’Agenda 2030 mira a raggiungere l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita di tutte le donne e le ragazze. Questo implica eliminare discriminazioni, violenze e pratiche dannose verso le donne, garantendo pari accesso alle strutture lavorative, alla partecipazione politica e ai servizi sanitari. Promuovere la parità di genere è fondamentale per costruire società più inclusiva, giusta e sostenibile. Finora nessun stato membro dell’UE ha realizzato come sottolineato dalla Commissione Europea la parità tra uomini e donne: i progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni; nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale. In Italia, l’azione legislativa negli ultimi anni si è focalizzata, da un lato, sul mondo del lavoro, che è stato oggetto di numerosi interventi normativi volti a riconoscere equiparazione dei diritti e maggiore tutela delle donne lavoratrici. Nonostante l’Italia sconti una lentezza maggiore di altri Paesi europei in termini di parità di genere, infatti, per la prima volta è stata eletta una presidente del Consiglio donna.  Il governo Meloni ha rafforzato gli strumenti di sostegno finalizzati alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente o totale partecipazione femminile; anche all’interno del PNRR sono state previste concretamente misure in favore della parità di genere attraverso:

  1. Interventi diretti, di sostegno all’occupazione e all’imprenditorialità femminile,
  2. Interventi indiretti, rivolti in particolare al potenziamento dei servizi educativi per i bambini e di alcuni servizi sociali che il PNRR ritiene potrebbero incoraggiare un aumento dell’occupazione femminile.

Siamo convinti che queste misure se messe in atto, potrebbero far raggiungere la parità di genere,inoltre,  pensiamo che ciò non avverrà nel 2030.

 

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